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 13.03.2013 - BANDO DI CONCORSO 2013 "I GIOVANI E LA COMMEDIA DELL'ARTE"
 BANDO DI CONCORSO 2013 “I GIOVANI E LA COMMEDIA DELL’ARTE” PER ACCADEMIE TEATRALI NAZIONALI

II EDIZIONE



La Fondazione “Umberto Artioli” Mantova Capitale Europea dello Spettacolo, con il sostegno del Comune di Mantova e di Sabbioneta e il contributo del Distretto Culturale Le Regge dei Gonzaga, organizza la seconda edizione del concorso I GIOVANI E LA COMMEDIA DELL’ARTE, all’interno della stagione teatrale 2012-2013.


Il progetto nasce dall’esigenza della Fondazione di intraprendere un percorso di riscoperta e promozione presso il grande pubblico della spettacolarità del teatro rinascimentale e in particolar modo della Commedia dell’Arte nell’ottica di ottemperare alle linee culturali e programmatiche per cui la Fondazione stessa è nata e per cui continua a svolgere una continua attività di ricerca e catalogazione di materiale storico inerente il teatro
patrocinato dai Gonzaga.


1) Condizioni di partecipazione al concorso

Al concorso I GIOVANI E LA COMMEDIA DELL’ARTE possono partecipare allievi o ex allievi di accademie nazionali italiane di teatro. Non sono imposti limiti di età.

Ogni artista deve preparare una performance della durata massima di 15 (quindici) minuti tratta dalla bibliografia proposta all'interno del presente bando.

I candidati ammessi alla selezione finale saranno scelti a insindacabile giudizio della commissione scientifica e artistica, nominata dalla Fondazione, che presiederà il concorso.


2) Modalità della domanda di ammissione al concorso

- Le domande di ammissione al concorso (tramite il modulo allegato al bando) devono pervenire entro e non oltre le ore 12,00 di sabato 13 aprile 2013 (farà fede il timbro postale) a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, presso la sede della Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo – Largo XXIV Maggio 13 – 46100 Mantova.

- Le domande di ammissione devono contenere il curriculum vitae in carta libera del candidato datato e firmato, il titolo dell’estratto teatrale scelto per il provino e una dichiarazione di incondizionata accettazione di quanto contemplato nel presente regolamento.


3) Riferimenti bibliografici per la preparazione della performance


Di seguto sono indicati i testi da cui si può attingere per reperire il materiale per l'elaborazione dei provini:

- FERDINANDO TAVIANI, La commedia dell’arte e la società barocca: la fascinazione del teatro, Roma, Bulzoni, 1970;

- FERRUCCIO MAROTTI, GIOVANNA ROMEI, La commedia dell’arte e la società barocca: la professione del teatro, Roma, Bulzoni, 1991;

- FERDINANDO TAVIANI, MIRELLA SCHINO, Il segreto della Commedia dell’Arte, Firenze, La casa Uscher, 1986;

- MARIA DEL VALLE OJEDO CALVO, Stefanelo Botarga e Zan Ganassa. Scenari e zibaldoni di comici italiani nella Spagna de Cinquecento, Roma, Bulzoni, 2007;

- VITO PANDOLFI (a cura di), La commedia dell'arte. Storia e testo, Firenze, Le Lettere 1988 (1955, 1° edizione), vol. VI;

- GIOVAN BATTISTA ANDREINI, Amor nello specchio, Roma, Bulzoni 1997;

- LUCIANO MARITI, Commedia ridicolosa, comici di professione, dilettanti, editoria teatrale del Seicento, Roma, Bulzoni, 1978;

- FLAMINIO SCALA, Il teatro delle favole rappresentative, a cura di Ferruccio Marotti, Milano, Il Polifilo, 1974;

- GIOVAN BATTISTA ANDREINI, NICOLÒ BARBIERI [et al.], Comici dell’arte. Corrispondenze, edizione diretta da Siro Ferrone, Firenze, a cura di Claudia Burattelli, Domenica Landolfi, anna Zinanni, Firenze, Le Lettere, 1993.


4) Modalità di selezione

I candidati

Tutte le candidature che saranno pervenute per posta raccomandata verranno valutate e accettate,
previa verifica dei requisiti minimi richiesti nel presente bando.

Se il numero dei candidati è superiore alla dozzina verrà fatta una prima selezione in base alla valutazione del solo curriculum.

I candidati prescelti verrano contattati telefonicamente per i dettagli del programma del weekend di concorso.


5) Programma del concorso

- sabato 27 aprile 2013 Teatro all'Antica di Sabbioneta

pomeriggio ore 15,00:
Laboratorio con l'attore Fabio Mangolini (www.fabiomangolini.com)
(argomento: la tecnica della commedia dell'arte)

sera ore 21,00:
Serata di gala con spettacolo (le performances di tutti i candidati) aperto a un pubblico non pagante che potrà presenziare all'evento fino a esaurimento dei posti disponibili.


- domenica 28 aprile 2013 Teatro Bibiena di Mantova

pomeriggio ore 15,00:
Laboratorio con l'attore Enrico Bonavera (www.enricobonavera.com)
(argomento: la drammaturgia nella commedia dell'arte)

sera ore 21,00:
Serata di gala. Tutti i candidati reciteranno di fronte alla commissione e a un pubblico non pagante che potrà presenziare all'evento fino ad esaurimento dei posti disponibili.

La giuria decreterà la vittoria di tre finalisti, con relativa e immediata premiazione.


6) I vincitori


I vincitori verranno premiati direttamente dalla giuria alla fine della serata di gala.

Primo premio: euro 1000 (mille).

Secondo premio: euro 300 (trecento).

Terzo premio: euro 200 (duecento).

Il premio verranno liquidati entro 30 (trenta) giorni dalla data della premiazione del concorso.


7) Recapiti e informazioni


Per qualsiasi informazione siamo a Vostra disposizione
Telefono: 0376-221259
Mail: concorsifondazioneartioli@gmail.com
Referente: Alessandra Demonte
Responsabile di progetto
Cellulare: 3297833864
Mail: alessandrademonte@alice.it

Tutti i candidati verranno supportati dall'organizzazione in merito all'ospitalità: per pernottamenti e pasti sono previste vantaggiose convenzioni e/o eventuali gratuità, in via di definizione.


MODULO DI ISCRIZIONE

CONCORSO 2013 “I GIOVANI E LA COMMEDIA DELL’ARTE” PER ACCADEMIE TEATRALI NAZIONALI


MODULO D'ISCRIZIONE - 2° edizione del concorso “I GIOVANI E LA COMMEDIA DELL’ARTE”

1) Nome dell’artista partecipante:

Data di nascita:___________________________________________________________________________

Luogo di nascita: _________________________________________________________________________

Codice fiscale: ___________________________________________________________________________

Indirizzo di residenza:______________________________________________________________________

Città: ___________________________________________________________________________________

Tel.:_________________________________________Cell.:_______________________________________

E-mail: _________________________________________________________________________________

Web: ___________________________________________________________________________________

2) Accademia di riferimento:_______________________________________________________________

3) Titolo del canovaccio scelto:_____________________________________________________________

4) Durata della performance: _______________________________________________________________

5) Eventuali note aggiuntive: _______________________________________________________________


6) Il presente modulo deve essere compilato in tutte le sue parti, firmato dall'artista partecipante e corredato da un curriculum vitae breve ma esaustivo con fotografia.

7) Il presente modulo d'iscrizione deve pervenire entro e non oltre le ore 12,00 di sabato 13 aprile 2013 (farà fede il timbro postale) a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, presso la sede della Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo – Largo XXIV Maggio 13 – 46100 Mantova.

8) Con il presente modulo si dichiara di avere preso visione del bando della 2° edizione del concorso “I giovani e la Commedia dell'Arte” e di accettare le condizioni in esso contenute.


Luogo e data:____________________________________________________________________________


L'artista partecipante: _____________________________________________________________________





 06.03.2013 - KARAMAZOV AL TEATRO ARISTON CON CESAR BRIE

GIOVEDì 7 MARZO 2013 ORE 21.00

TEATRO ARISTON

ERT EMILIA ROMAGNA TEATRO FONDAZIONE- TEATRO STABILE PUBBLICO REGIONALE

presenta

KARAMAZOV

adattamento e regia di César Brie

con César Brie, Daniele Cavone Felicioni, Gabriele Ciavarra, Clelia Cicero, Manuela De Meo, Giacomo Ferraù, Vincenzo Occhionero, Pierto Traldi, Adalgisa Vavassori

liberamente tratto da "I fratelli Karamazov " di F. Dostoevskij

Karamazov è uno spettacolo di assoluta godibilità che mette in scena un Dostoevskij contemporaneo e intenso. Nei personaggi del romanzo César Brie rintraccia tutti gli aspetti dell’animo umano – la passione e l’istinto (Dmitrij), la ragione e il dubbio (Ivan), la bontà e la purezza (Aleksej), il risentimento e la vendetta (Smerdjakov), la cattiveria, il sentimentalismo, l’egoismo e l’edonismo (Fëdor il padre), la santità (lo Starets) – e tematiche profonde come la delusione verso il mondo cattolico, i dogmi sulle idee del divino, la giustizia sociale e il fallimento dei miti della salvezza dell’uomo, tutti affrontati con estremo umorismo e delicatezza.

A due anni dal debutto César Brie torna con questo spettacolo al quale ha lavorato con un gruppo di giovani e bravi attori. Karamazov, liberamente tratto da I fratelli Karamazov di Dostoevskij, è un allestimento semplice, fatto di pochi elementi scenici ma dalla forte cifra suggestiva ed evocativa. La scena infatti è spoglia, pochi gli oggetti che la abitano: corde che delimitano gli spazi, vestiti appesi sulla scena, pupazzi di bambini e panche ai lati dietro cui sparire ed emergere.
Nei personaggi dell’ultimo romanzo di Dostoevskij, completato qualche mese prima di morire, César Brie rintraccia tutti gli aspetti dell’animo umano – la passione e l’istinto (Dmitrij), la ragione e il dubbio (Ivan), la bontà e la purezza (Aleksej), il risentimento e la vendetta (Smerdjakov), la cattiveria, il sentimentalismo, l’egoismo e l’edonismo (Fëdor il padre), la santità (lo Starets) – e tematiche profonde come la delusione verso il mondo cattolico, i dogmi sulle idee del divino, la giustizia sociale e il fallimento dei miti della salvezza dell’uomo, tutti affrontati con estremo umorismo e delicatezza.
Karamazov evidenzia l’aspetto più corale e polifonico del romanzo originale, riflettendo la tendenza di Dostoevskij di ambientare i momenti decisivi delle sue storie in luoghi pubblici, esposti sempre (come fanno gli attori in questo allestimento) alla derisione e al rifiuto.
Uno spettacolo di assoluta godibilità che mette in scena un Dostoevskij contemporaneo, e che affronta i grandi temi dell’autore con una profonda intensità interpretativa.

 20.02.2013 - COME TU MI VUOI AL TEATRO ARISTON CON LUCREZIA LANTE DELLA ROVERE

MARTEDì 26 FEBBRAIO

TEATRO ARISTON ORE 21.00

Pietro Mezzasoma presenta

COME TU MI VUOI

di Luigi Pirandello

libero adattamento di Masolino D'Amico

con Lucrezia Lante della Rovere

regia di Francesco Zecca

Pirandello scrisse il dramma Come tu mi vuoi alla fine degli anni ’20 dedicandolo all’attrice Marta Abba, sua musa, che gli ispirò il personaggio dell’Ignota, al centro di una vicenda ispirata a un celebre fatto di cronaca degli anni ’20, il ribaltamento al femminile del caso Canella-Bruneri. Incentrata sulla ricerca spasmodica dell’identità, tema caro allo scrittore, Come tu mi vuoi è una delle più riuscite opere di Pirandello, la sola opera teatrale di Pirandello ambientata, almeno parzialmente, fuori d’Italia: il primo atto si svolge nella Berlino dei cabaret tra le due guerre, il secondo atto nella provincia italiana colpita dalla guerra.

Lucrezia Lante della Rovere è l’Ignota, femme fatale per necessità, figura emblematica dello scambio di identità. L’Ignota in un locale equivoco tedesco balla e intrattiene i clienti, ma in realtà è mantenuta da un ricco e vizioso scrittore che la soffoca con le sue ossessioni. L’occasione per sfuggire a lui e alle ambigue profferte della giovane figlia di costui, anch’essa innamorata di lei, si presenta quando uno sconosciuto italiano crede di riconoscere nell’Ignota la moglie di un suo amico, Lucia detta Cia, scomparsa dieci anni prima durante la Grande Guerra, quando le truppe austro-germaniche invasero il paesino friulano dove la coppia abitava. E’ così che l’Ignota nel suo tentativo di essere “come tu mi vuoi” prova a definire la propria identità mediante una sorta di processo familiare con grandi emozioni, non privo di colpi di scena, tra certezze e incertezze, tra volontà e opposizione. Scambio di identità, scambio di verità, scambio tra piani di lettura Come tu mi vuoi è uno spettacolo in continua evoluzione che sconvolge gli schemi dimostrando che anche di fronte a prove oggettive ognuno crede quello che desidera credere.

La regia di Francesco Zecca si fonda sulla “ricerca delirante dell’autenticità” nascosta nella “memoria del sentire e non quella dei fatti” con una proposta scenografica di grande pregio e una scelta interpretativa vincente per ognuno dei personaggi: un vero e proprio omaggio a Pirandello.

 05.02.2013 - IL DISCORSO DEL RE AL TEATRO ARISTON PER MANTOVA TEATRO
 

 

Giovedì 14 Febbraio 2013

Teatro Ariston, ore 21

Casanova Multimedia presenta

IL DISCORSO DEL RE

di David Seidler

con Luca Barbareschi e Filippo Dini

regia di Luca Barbareschi

 

La commedia è ambientata in una Londra surreale, a cavallo tra gli anni 20 e 30, ed è centrata sulle vicende di Albert, secondogenito balbuziente del re Giorgio V. Si parte dai fatti storici per addentrarsi in un dramma personale, senza abbandonare mai la Storia, che non è statico sottofondo ma presenza imprescindibile di ogni istante della commedia al fianco dei protagonisti. Dal testo teatrale - una magnifica sceneggiatura di David Seidler che nella vita ha sofferto di balbuzie - è stato tratto un film di grande successo. Una commedia umana, sempre in perfetto equilibrio tra toni drammatici e leggerezze, ricca di ironia ma soffusa di malinconia, a tratti molto commovente ma capace anche di far ridere: non di risate grasse o prevedibili, ma risate che nascono dal cervello e si trasmettono al cuore. Così come le lacrime non nascono da un intento ricattatorio ma dall’empatia, da una condivisione sentimentale di difficoltà umane.

 

 

 

 20.12.2012 - MANTOVA TEATRO AL TEATRO ARISTON CON LEO GULLOTTA
 

Giovedì 31 Gennaio 2013    

Teatro Ariston, ore 21

Teatro Stabile di Catania

SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE

di William Shakespeare

con Leo Gullotta

regia di Fabio Grossi

traduzione e adattamento Fabio Grossi e Simonetta Traversetti

Siamo ad Atene, ma l’autore non ci spiega di quale Atene vuole trattare. Così raccontando in sintesi, potrò trovare tra le linee del ragionamento, colorati polimorfismi che animeranno logiche di sintesi con l’approssimazione dell’umano agire. Blocchi di vita che animeranno blocchi di materia, raccontando una storia,anche se pur tanto raccontata, mantiene sempre alto l’interesse dello spettatore. Permutando il detto “Sognare ad occhi aperti”, tutto il trascendente, e il luogo ad esso collegato, vivrà in maniera centripeta rispetto ad una fatata iride, la quale sarà lo spazio in cui partirà la magica partenogenesi. La fredda materia assumerà nei quadri riguardanti il mondo del fantastico, quel qualcosa che intrinsecamente appartiene alla Nostra Materia: quella radiazione di calore, di colore e di energia che fa proprio di questa la fantastica unicità cosmica che la contraddistingue. I fatti dell’umano han sempre quel qualcosa di magico, di misterioso, di fantasticamente colorato o triste, che da sempre ha intrigato nobili o semplici pensatori. La struttura drammaturgica si dipana su tre livelli ben precisi, tanto di far sì che possano vivere di luce propria o al contempo riflessa. La Corte rappresenterà il potere, i Comici la semplicità e la multietnicità del volgo, i Giovani l’Amore e la scoperta del sesso adolescenziale, e i Magici quel mondo fantastico che tanto intimorisce quanto affascina. L’imperscrutabilità dell’Animo verrà così trattato esaltandone la valenza, di volta in volta proposta attraverso i vizi, i pregi, le risse, le pacificazioni, i pianti e le risa dei Nostri protagonisti.

                                                                                                                                       [Fabio Grossi]

 15.11.2012 - MANTOVA TEATRO 2012-2013 AL TEATRO ARISTON CON GLAUCO MAURI E ROBERTO STURNO
 

 

LUNEDì 26 NOVEMBRE 2012  TEATRO ARISTON ORE 21.00


da Krapp a Senza parole

di Samuel Beckett


Il prologo
Respiro
Improvviso dell’Ohio
Atto senza parole
L’ultimo nastro di Krapp

 
Traduzioni teatrali di Carlo Fruttero e Franco Lucentini
Scene Mauro Carosi
Costumi Odette Nicoletti
musiche Germano Mazzocchetti
luci di Gianni Grasso
Traduzione ed adattamento dialoghi Giorgio Polacco e Maria Luisa Runti


regia Glauco Mauri


Beckett, premio Nobel per la letteratura, è certamente un innovatore nella storia del Teatro. Con le sue opere ci ha mostrato un nuovo modo di interpretare il rapporto tra la vita e l’uomo: una visione grottesca che spesso sfocia in una disperata comicità. Vari momenti poetici ma lo stesso tema: l’uomo e la sua fatica del vivere.
“Atto senza parole” e “L’ultimo nastro di Krapp”, due testi relativamente brevi al confronto di altri famosi capolavori, sono forse le opere che più chiaramente esprimono alcuni aspetti del mondo di Beckett.
Nello stupito , grottesco silenzio di “Atto senza parole” l’uomo beffato e ingannato dalla vita che sembra sempre soccorrerlo, ma poi sempre lo delude, trova la sua commovente dignità nel rifiuto e nella voluta solitudine. In questo breve atto si può chiaramente comprendere la visione beckettiana dello scontro tra l’uomo e la vita.
Ne “L’ultimo nastro” il vecchio Krapp ascolta una bobina che ha registrato tanti anni fa: la sera del suo 39º compleanno. Tanti, tanti anni sono passati! Riaffiorano persone, visi ormai sbiaditi dal tempo, si riscoprono sentimenti…e tra questi –ormai dimenticata- una storia d’amore, “quando la felicità era forse ancora possibile”
Ma il giovane Krapp non l’aveva saputa afferrare la felicità! La bobina finisce e Krapp rimane disperatamente solo nel buio della sua “vecchia tana” piena di bobine che raccontano la storia della sua vita ma che finiranno sempre col rimanere vuote…esaurite di ricordi.
Ne “Improvviso dell’Ohio”, il titolo lo si deve perché il testo fu scritto per l’Università Columbus dello stato dell’ Ohio e lì rappresentata per la prima volta per festeggiare i 75 anni di Beckett, un uomo (il Lettore) legge un libro ad un altro uomo (l’Ascoltatore) per aiutarlo a sopportare il dolore di un’assenza dolorosa, la moglie morta? la moglie abbandonata? Ciò che il Lettore legge si riferisce alla vicenda dolorosa di chi ascolta (l’ Ascoltatore). Non sono due persone ma è lo stesso uomo che, in un fantastico sdoppiamento, sembra con l’ascoltarsi cercare una speranza di sollievo al dolore.
Respiro” Un cumulo di macerie. Pochi secondi: è la vita. La vita che passa tra il primo vagito e l’ultimo respiro. Ma in quale mondo! Particolare curioso “Respiro” fu rappresentato per la prima volta a New York nel 1969 al Teatro Eden come scena iniziale di “Oh! Calcutta” per la regia di Kenneth Tynan. Far capire al pubblico che non è Beckett difficile e complicato, ma difficile e complicata è la vita. La vita che Beckett pur nella sua angoscia, ha saputo raccontarci con una sotterranea ma struggente pietà.
Questo vogliamo esprimere con il nostro spettacolo, questo è il nostro desiderio.

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